sabato 31 marzo 2018

Facebook: difficile cancellarsi per 7 meccanismi psicologici


Dopo lo scandalo che ha travolto Facebook in molti si sono detti pronti a cancellarsi dal social, ma in realtà con la 'creatura' di Zuckerberg si è prodotta una vera dipendenza psicologica. Lo affermano su The Conversation alcuni esperti della Pennsylvania State University, secondo cui ci sono sette meccanismi che rendono difficile 'scappare'.

Il primo gancio che tiene attaccati ai social è la falsa sensazione di avere molti amici che danno le infinite possibilità di interazione con gli altri. A questo si aggiunge il fatto che attraverso la scelta dei dati personali da condividere si può proiettare un'immagine ideale di sè, suscitando quindi una migliore reazione negli altri.

Un'altra delle gratificazioni psicologiche a cui è difficile rinunciare è la possibilità di avere una finestra sulla vita degli altri, e di soddisfare quindi l'innata curiosità nei confronti di chi ci sta vicino ma anche di persone famose. Essere sui social inoltre ha anche di per sè un vero e proprio valore. "Alcuni studi hanno mostrato che un uso attivo di Facebook aumenta il capitale sociale di una persona, ed è associato ad un aumento dell'autostima e del benessere".

I social, aggiungono gli autori, danno anche la possibilità di 'allargare la propria tribù', e quando si posta una storia ma anche solo quando si recensisce un prodotto su Amazon si ha la sensazione di appartenere a un 'bandwagon', un movimento di successo. Questo effetto è anche alla base di un altro meccanismo per cui ci si sente appagati se si ha una 'validazione esterna', con molte persone che attraverso 'like' e commenti mostrano di pensarla allo stesso modo del soggetto.

Infine, conclude l'articolo, ci sono gli effetti di dipendenza che l'algoritmo stesso insito in Facebook cerca di creare. "L'algoritmo che raccoglie le informazioni personali è lo stesso che spinge ad essere social, sulla base dei propri interessi, dei comportamenti e del network di amici".

mercoledì 28 marzo 2018

venerdì 16 marzo 2018

Sotto il Mantello

qua dove tutto giace sotto un mantello pieno di polvere, 
non si vede piu il nero scolorito dai fattori del tempo, 
sotto quel manto ricordi di vita vissuta, 
in disparte da tutti anche se vicini a qualcuno, 
una vita inquieta vicino al fuoco che arde che brucia le pelli,
un fuoco che brucia che lascia ferite, 
scintille e faille spruzza quel fuoco che colpiscono il cuore infierendo contro l'amore, 
fa male il dolore il pianto infinito che ti lascia scoperto, 
ma non per questo il mondo è finito la fiamma arde in questo mondo infinito, danze di spiriti che ballano attorno al fuoco che arde i nostri ideali che un giorno furono a noi tramandati da padri che adesso non ci sono più, 
e figli indegni di cotanta sapienza dove la società ne è ormai senza. 
Il chiaro di luna risplende quel cumulo di macerie che la vita ha lasciato, 
ricoperto da quel manto nero sbiadiato, 
la polvere vola via per poi riposarsene altra, 
cosi è la vita, 
così è il fuoco che brucia, 
così è la luna che brilla, 
cosi è la vita che gira.

Massimo Lo Cicero